POKERFACE - MADE IN AMERICA Luigi Ametta Italy

Post anything thoughts/comments you may have related to our music. We have four discs out; Made In America, Sex lies and Politiks, Next!, and Game of love. We would love to hear from you....
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POKERFACE - MADE IN AMERICA Luigi Ametta Italy

Post#1 » Wed Jun 09, 2004 6:24 pm

POKERFACE - MADE IN AMERICA PhD Music PF703
http://digilander.iol.it/anewland/nowarn.htm

I think I have been rather hard toward Pokerface when in 2001 I reviewed their album Sex, Lies, and Politics: the musical content of that album, in truth rather somehow weak, had diverted my attention from the political message of Paul Topete and associates, which appeared to me animated of an incomprehensible anti-communism a little out of date, inexplicably associated with a sincere aversion to the rules of the WTO.

A successive exchange of e-mail, at times rather harsh, and the inexorable passage of time we have approached our positions: setting apart the preconceptions and the ideological leftovers I think that Paul had discovered something positive.

The advent of Bush probably has made Paul understand that the enemy many times is closer than we could imagine, so that one day I asked myself what he would think about "the dictator George W. Bush, Fuehrer of the Fourth Reich of the rich." From my part I have realized that, contrary to what the media want to make us believe, a good part of the Americans are not in agreement with the politicians, showing who have adopted a neocolonial deign guided by the pursuit of the economic interest of the corporate capitalism, instead of the needs of the population.


And the title of this new work of Poker Face seems to want to underline this reality: believe it or not, this CD of protest is Made in America, not somewhere else, but right in the land of McDonald, Exxon, Coca Cola and Microsoft using their own political and military tentacles to increase their titanic profits to the detriment of sanity, education, the family, and the workers. The climate of terror introduced by the Patriot Act, with which the civil liberty of the American citizens have suffered an onslaught from the administration and the secret services is well represented in the cover of Made in American, where one policeman with shining boots and a bludgeon is standing in a threatening at the back of an opponent who has just finished correcting with varnish a motto on a manifest depicting Bush and Hitler, a motto that recites "America must be safe" and that completes the phrase written on the wall "the rich and the powerful can go to hell!" On the back of the booklet is drawn another image representing Clinton with a short moustache and a brown shirt, and words that say "Big Brother Wants You" a good calling card!

And the songs compared with Sex, Lies and Politics this time are hard, angry and more complicated showing Poker Face sincerely convinced of what they do and say. One understands clearly that the four musicians love their country, and suffer to see it governed by corrupted criminals on the pay of the multinationals controlled by the Zionist bourgeoisie; but this suffering stimulates Poker Face to a grim musical approach that in part reminds us of the Porcupine Tree and In Absentia with resounding guitars in close-up and soloist parts decidedly better compared with the past. We become aware of the intellectual Kontrol, an explicit exhortation to revolt for the conquest of the freedom that Poker Face also includes in the album in a translation into Spanish. The Genesis sang almost the same thing in 1970, in The Knife, even if probably Peter Gabriel could not even remotely imagine the reality described by Paul Topete ("satellites in the sky transmitting lies to billions of persons, telecameras in the streets registering our meetings with others, do you call this freedom?") Among the best things in Made in America I will mention the break of Forces, a beautiful tract characterized by a beautiful instrumental break that reminds a little of Genesis of Duke or even better the It Bites of Eat Me In St. Louis, and also the suffering of Destiny, a long rhythmic tract that seems inspired by the legendary Kashmir of Led Zeppelin, very great but rather in the manner of the ballad Prayer for America, but we prefer Good Times for its progress to less hymnic.

A good production that often succeeds to dilute some characteristics typical of AOR that certainly constitutes the background of the band stressing instead the harder characters. As a complement of the music of the group, the CD includes a rich interactive part by means of which it is possible to go deeply into the knowledge of the musical or political aspects of Poker Face; it is furnished in addition with a bill of One Deception Dollar, valid in the United States of Aggression: there are URLs of numerous web sites that speak of the aspects hidden inside the facts of September eleventh 2001 and the following "war on terrorism" to know some aspects of one country that our media wants to make us believe that it is closer to us than it really is.

Original in Italian....
POKERFACE - MADE IN AMERICA PhD Music PF703



Penso di essere stato piuttosto duro verso i Pokerface quando nel 2001 trattai del loro terzo album Sex Lies And Politics : il contenuto musicale di quell’album, in verità piuttosto deboluccio, aveva spostato la mia attenzione sul messaggio politico di Paul Topete e soci, che mi sembrava animato da un incomprensibile anticomunismo un po’ fuori dal tempo, inspiegabilmente associato ad una sincera avversione per le regole del WTO. Un successivo scambio di e-mail, a tratti piuttosto aspro, e l’inesorabile trascorrere del tempo hanno avvicinato le nostre posizioni : messi da parte preconcetti e rimasugli ideologici, penso che sia io che Paul abbiamo scoperto qualcosa di positivo. L’avvento di Bush ha probabilmente fatto capire a Paul che il nemico spesso è molto più vicino a noi di quanto si possa pensare, tanto che un giorno mi chiese cosa ne pensassi del “diktator George W. Bush, Fuhrer del Quarto Reich dei ricchi”. Da parte mia ho realizzato che, contrariamente a quanto vogliono farci credere i media, buona parte degli americani non concorda con la propria classe politica, subendone anzi le scelte scriteriate che hanno anteposto ai bisogni della popolazione un folle disegno neocolonialista guidato dal perseguimento dell’interesse economico da parte del capitalismo corporativo. Ed il titolo stesso di questo nuovo lavoro di Pokerface sembra voler sottolineare questa realtà : credeteci o no, questo disco di protesta è Fatto In America, non altrove, ma proprio in America, la terra dove McDonalds, Exxon, Coca-Cola e Microsoft utilizzano i propri tentacoli politici e militari per ingigantire i loro già titanici profitti a scapito della sanità, dell’istruzione, della famiglia e dei lavoratori. Il clima di terrore introdotto dal Patriot Act, con il quale le libertà civili dei cittadini statunitensi hanno subito un duro attacco da parte dell’amministrazione e dei servizi segreti, è ben raffigurato nella copertina di Made In America, dove uno sgherro del regime con tanto di stivali lucidi e manganello si para minaccioso alle spalle di un oppositore che ha appena finito di correggere con la vernice spray un motto riportato su un manifesto raffigurante Bush e Hitler; motto che recita “L’America deve essere sicura” e che figura completato dalla frase scritta sul muro “… per i ricchi e i potenti, vaffanculo tutto il resto!”. Sul retro del booklet spicca un’altra immagine raffigurante Clinton con baffetti corti e camicia bruna, ed una scritta che recita “Il grande fratello vuole te” … un buon biglietto da visita, non c’è che dire. E le canzoni, rispetto a Sex Lies And Politics, sono stavolta dure, incazzate e più coinvolgenti, mostrando i Pokerface sinceramente convinti di quello che fanno e dicono. Si capisce chiaramente che i quattro musicisti amano il loro paese, e soffrono nel vederlo governato da corrotti criminali al soldo delle multinazionali controllate dalla borghesia sionista; ma questa sofferenza stimola i Pokerface verso un approccio musicale grintoso che a tratti ricorda i Porcupine Tree di In Absentia, con roboanti chitarre in primo piano e parti soliste decisamente migliori rispetto al passato. Ce ne accorgiamo fin dall’iniziale Kontrol, esplicita esortazione alla rivolta per la riconquista della libertà che Pokerface includono nell’album anche in una versione in lingua spagnola : i Genesis cantavano quasi le stesse cose nel 1970, in The Knife, anche se probabilmente Peter Gabriel non poteva nemmeno lontanamente immaginare la realtà descritta da Paul Topete (“satelliti nel cielo trasmettono bugie a bilioni di persone, telecamere nelle strade registrano i nostri incontri, tu questa la chiami libertà”). Tra le cose migliori di Made In America segnalerei il riff flangerizzato di Forces, bella traccia che si caratterizza per un bel break strumentale che ricorda un po’ i Genesis di Duke o ancora meglio gli It Bites di Eat Me In St. Louis, ed anche la sulfurea Destiny, lungo pezzo cadenzato che parrebbe influenzato dalla leggendaria Kashmir dei Led Zeppelin. Gradevole ma piuttosto di maniera la ballad Prayer For America, alla quale si fa preferire Good Times per il suo andamento meno anthemico. Buona la produzione che spesso riesce a stemperare alcune caratteristiche tipiche dell’AOR che sicuramente costituisce il background della band, marcandone invece i caratteri più hard. A complemento della musica del gruppo, il CD include una ricca porzione interattiva molto curata attraverso la quale è possibile approfondire la conoscenza sia dell'aspetto musicale che di quello politico di Pokerface; è inoltre fornito un biglietto da One Deception Dollar, valuta degli Untied States Of Aggression : qui sono riportati gli URL di numerosi websites che parlano degli aspetti nascosti che stanno dietro ai fatti dell'undici settembre 2001 e alla susseguente "guerra al terrorismo" … per conoscere alcuni aspetti di un paese che i nostri media vogliono farci credere più vicino a noi di quanto non lo sia in realtà.

Control / Revolution / Thief In The Night / I Wanna Know / Forces / Destiny / Prayer For America / Break Free / Good Times / ForEver Now / Control (Spanish version) / Prayer For America (Acoustic)

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